Pulizie di primavera

Sono giorni che ho le idee incollate tra loro, aggrovigliate strette strette. Sarà la primavera, aprile dolce dormire, il caldo che mi fa trovare ogni occasione buona per mettere il naso fuori casa, la stanchezza accumulata in un marzo delirante (e bellissimo), il mio primo quarto di secolo appena compiuto, la mente proiettata a un’estate ricca di novità e cambiamenti importanti.. Insomma, saranno tutte queste cose, o sarò semplicemente io che mi illudo che la colpa sia di questa lista infinita che mi riempie il cervello? Sono giorni che provo a scrivere un post, questo qui, che possa riassumere un po’ tutte queste sensazioni, farne un pacchetto e spedirle “fuori da me” in modo da lasciare spazio a quelle idee ingarbugliate che non hanno più ossigeno.Ho scritto e cancellato di continuo. C’è talmente casino in testa che mi sembra quasi che stia facendo le pulizie di primavera: sposto tutto senza coerenza, butto via le cose vecchie, pulisco a fondo e poi rimetto in ordine. Per adesso ho buttato via un po’ di ore “perse” a cercare di fare chiarezza, a scrivere post al limite del melodrammatico, a cestinare bozze e ricominciare.

Ma se ora riesco a scrivere qualcosa di sensato vuol dire che il decluttering sta funzionando e un po’ di aria comincia a rientrare tra le idee.

Mi rendo conto che siamo già al 19 aprile e mi accorgo che in quest’ultimo mese ho cercato di fare il più possibile, forse esigendo troppo da me stessa. Ma ho anche fatto molto poco rispetto a quanto avrei voluto, forse sminuendo troppo me stessa.

Negli ultimi 30 giorni ho vissuto esperienze con un carico emotivo e professionale assurdo e sto ancora metabolizzando, per davvero, ma sto anche cercando di ripartire a pieno regime e non è facile. La fiera di Bologna sicuramente è stata la botta più grande (prometto che ve ne parlerò ma ora come ora non mi sento ancora pronta al 100% per farlo). È stata una botta in positivo ma ora mi ritrovo in un punto in cui vedo chiaramente la “Laura con tutto ciò che ha fatto finora” e “Laura con tutto ciò che sta provando a fare per la Laura del futuro”.

So esattamente cosa voglio fare e in che modo, ma mi sento ancora incapace di fare certi salti.

Come il mio gatto che in questi giorni fissa di continuo la sommità del frigorifero, desideroso di saltarci sopra, ma ancora non è in grado di arrivare così in alto. Passa ore a calcolare le distanze, a trovare il punto più vicino per arrivare al suo obiettivo. Ieri ce l’ha quasi fatta, oggi è nuovamente lì che ci prova. Probabilmente stasera lo troveremo appeso al lampadario.

Anch’io come Arturo sto fissando il mio “frigorifero” e provo a fare salti che per ora sono ancora troppo deboli, salti che per me sono tavole di photoshop da cestinare, storyboard di progetti immensi che riempio, poi cambio, poi riempio nuovamente, bozze che ancora non raccontano ciò che voglio dire.

Circa un mese fa una mia amica mi chiedeva “Come stai?” e io rispondevo “Come una fionda, quando prendi la mira, porti l’elastico più indietro che puoi ed è l’esatto momento prima di lasciar andare e scagliare la pietra il più lontano possibile”.

Mi sento ancora così, mirando a un obiettivo che sembra ancora lontano ma che giorno per giorno si fa più vicino. Continuo a cestinare bozze per avvicinarmi sempre di più.

È anche per questo che non pubblico “ufficialmente” sui social da parecchio tempo, non perchè non abbia nulla da dire, sto ancora cercando la lingua giusta per far parlare correttamente la “Laura di prima” e la “Laura di poi”. Non riesco ancora a mettere insieme le due parti, ma insieme in qualche modo devono stare. Come le due estremità della fionda unite fra loro solo da un elastico.

Sto facendo le pulizie di primavera, apro le finestre e ora le idee hanno molto più ossigeno rispetto a prima. C’è ancora tanto da sistemare, da buttare e da cambiare, ma ho già fatto tanto. Mi manca solo il ripiano più alto, sopra il frigo. Io e Arturo ci stiamo allenando, ci arriveremo!

Pulizie di primavera

 

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