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In questa settimana in cui ogni post sui social è dedicato a una sola cosa, no non a Sanremo, ma all’amore e a San Valentino imminente, voglio parlarti anch’io di qualcosa che ha a che fare con una “scelta d’amore” che ho voluto fare, nel mio piccolo, col mio piccolo brand.

L’amore a cui mi riferisco è rivolto all’ambiente, al rispetto della natura e all’impegno maggiore per evitare di produrre rifiuti inutili o inquinanti.

Premessa: nessuno è perfetto ma ci sono talmente tanti problemi al giorno d’oggi – su svariati aspetti – che penso che sia compito di ciascuno provare a impegnarsi, a piccoli passi, per attuare piccoli cambiamenti positivi, le cosiddette “gocce d’acqua che formano gli oceani”.

Da un punto di vista personale cerco di essere più attenta e responsabile nelle scelte quotidiane e volevo che questo confluisse anche nel mio lavoro, per quanto possibile. Da qualche mese a questa parte dunque, anche con “LaughLau” ho iniziato una piccola svolta green, perlopiù “plastic free”.

Sono cambiamenti semplici e alla portata di tutti, piccole cose che possono contribuire al rispetto dell’ambiente: un punto di partenza insomma.

Non voglio giudicare o criticare chi per esigenze personali e lavorative fa scelte diverse, anche perché anch’io posso e devo migliorare ancora sotto tanti aspetti.

All’interno di questo post, ad esempio, sono presenti alcuni link a prodotti che ho acquistato su Amazon. So che Amazon non è l’azienda numero una in quanto a sostenibilità o tutela dei lavoratori ma allo stesso tempo è una soluzione che permette di risparmiare anche in termini di inquinamento, poiché sfrutta dei corrieri che, a prescindere, circolano per effettuare le proprie consegne. In questo modo evito di dovermi muovere con la mia auto – immettendo ulteriore e inutile CO2 – anche perché avrei materialmente poco tempo e poche risorse da poter dedicare a queste ricerche presso altri fornitori. Tralasciando anche il fatto che fare scelte il più possibilmente etiche spesso richieda l’investimento di grossi budget che al momento non posso sostenere e/o che si rifletterebbero di conseguenza sul prezzo dei miei prodotti: spero di poter migliorare in questo in futuro!

Ad ogni modo ho cercato di individuare le soluzioni migliori tenendo conto di tutti questi aspetti, di cui appunto troverete i link. Si tratta di link affiliati per cui, se dovessi acquistare tramite essi riceverei una piccolissima percentuale da parte di Amazon. Mi sembrava corretto specificarlo!
Ma ora bando alle ciance e veniamo al sodo.

• Pack dei prodotti

Già dallo scorso Ottobre, da quando ho iniziato a spedire le Agende 2019, ho scelto di evitare la plastica nell’imballo del prodotto. È vero, le buste trasparenti hanno un loro fascino, lasciano intravedere il prodotto e consentono di “giocare” con nastri, coriandoli e decorazioni varie che sicuramente allietano l’occhio ancor prima di scartare il prodotto. Ho scelto di evitare tutto questo, in primis perché anche coriandoli e decorazioni, passata l’euforia momentanea dell’unboxing, si trasformano in rifiuti evitabili. Ho dunque scelto di confezionare l’agenda utilizzando delle buste di carta bianca, chiuse con una striscia di nastro adesivo in carta che riportava i pois colorati dell’Agenda.

Per il resto dei prodotti però (sopratutto per i portachiavi), ho utilizzato delle bustine in plastica che avevo a casa ormai da anni, dunque non acquistate appositamente. Avrei potuto passare subito alla carta forse, ma ritenevo fosse uno spreco tenerle chiuse in un cassetto, dunque – con la speranza che ciascuno le smaltisse correttamente con la raccolta differenziata – ho strutturato il cartoncino di accompagnamento che permette l’ancoraggio dei portachiavi basandomi sulla misura dei sacchetti, creando dunque un pack non esattamente sostenibile ma relativamente semplice e senza fronzoli. Una volta terminate le bustine di plastica le ho semplicemente sostituite con dei sacchetti di carta bianca in cui inserisco lo stesso tipo di cartoncino su cui incastro gli anelli dei portachiavi. Considerando che si tratta sempre di oggetti che vengono spediti e non acquistati di persona posso “permettermi” di utilizzare pack che non lasciano intravedere il prodotto, dal momento che il cliente sa già cosa ha acquistato. Mi rendo conto infatti che un tipo di pack del genere non sarebbe l’ideale in caso di negozi fisici o di fiere in cui è necessario che il cliente veda e scelga direttamente tra i prodotti (in questo caso averne una parte già confezionata velocizza di sicuro l’acquisto). Per facilitarmi nel non confondere i pacchetti in caso di portachiavi con diversi soggetti utilizzo degli adesivi, anch’essi in carta, che richiamano il contenuto all’interno.

Il nuovo pack dei portachiavi [Immagine tratta dalle mie Instagram Stories del 4 Febbraio 2019]

• Imballaggio prodotti

Anche il cambiamento di rotta relativamente all’imballaggio è iniziato con le Agende. In quel periodo avevo appena comprato la nuova sedia per il mio studio, che ho ricevuto a casa avvolta da una quantità immensa di pluriball. Essendo pulito, per nulla rovinato e praticamente pari al nuovo, invece di buttarlo ho deciso di riutilizzarlo e tagliarlo in pezzi più piccoli in modo che fossero adatti a proteggere le agende durante la spedizione. Era ovviamente una soluzione non sfruttabile all’infinito: per quanto possibile ho cercato di riutilizzare tutto il pluriball che avevo a disposizione, acquistandone poi un nuovo rotolo, vista la necessità. Ho da poco terminato il pluriball che mi era rimasto dalle ultime spedizioni del 2018 e volendo passare a una soluzione meno inquinante e possibilmente plastic free, dopo alcune ricerche ho optato per un mega rotolo di “Cushion Paper”, un sistema ammortizzante realizzato con carta riciclata disposta a onda, che protegge dai colpi e ripara quanto – se non più – del classico pluriball.

Ho iniziato da pochissimo a sfruttare questo sistema anche se vorrei comunque riuscire a sfruttare eventuale pluriball “di seconda mano” anche grazie al tuo aiuto, ma per questo ti chiedo di leggere fino alla fine del post!

In base al tipo di prodotto, ad esempio per gli stickers, ho scelto di proteggerli durante le spedizioni avvolgendoli in carta velina e inserendo il foglio con gli adesivi tra due pezzi di cartoncino rigido o cartone pressato in modo da evitare pieghe o sgualcimenti.

Questi accorgimenti mi bastano, considerando cosa propongo nel mio shop: non avendo bisogno di polistirolo non utilizzo alternative ma di recente ho visto online una soluzione composta da “chips” biodegradabili in amido di mais, li segnalo qualora potessero essere di tuo interesse! (link non affiliato)

• Buste per le spedizioni

Anche qui mi ricollego all’Agenda: nel periodo di spedizioni massicce (circa 30 al giorno) ho utilizzato diversi sistemi per inviare le agende avendo anche in questo caso un occhio di riguardo all’ambiente e all’evitare la plastica, per quanto possibile.

Per gran parte delle spedizioni ho utilizzato delle buste in cartone rigido. Queste si sono rivelate una buona soluzione soprattutto per la spedizione delle agende settimanali che risultavano più sottili. Si tratta comunque di buste senza rivestimento interno dunque per proteggere dagli urti o per impermeabilizzare l’interno utilizzavo, come dicevo sopra, il pluriball “riciclato”. In certi casi però queste buste si son rivelate poco affidabili perchè bastava qualche goccia d’acqua per ammorbidire il cartone e di conseguenza romperlo. Fortunatamente anche nei casi di buste arrivate rovinate le agende all’interno non avevano subito danni, ma ovviamente non potevo rischiare di proseguire con questa soluzione.

Per un periodo son riuscita a utilizzare delle buste 100% riciclabili di una linea della marca Sealed Air, di cui parlai anche in alcune Instagram Stories.

[Immagine tratta dalle mie Instagram Stories del 28 Novembre 2018]

Avevo trovato queste buste presso un fornitore a Milano. I costi erano leggermente superiori rispetto alle classiche buste imbottite ma volevo provare questa soluzione. Quel giorno però mi muovevo in treno (da qualche mese vivo in un paese a 15km da Milano) ed era impossibile per me caricarmi di troppe confezioni, speravo di riuscire a reperirle poi online ma non le ho mai più ritrovate. Di conseguenza una volta terminate mi sono posta la domanda: tornare appositamente a Milano a fare un carico o cercare un’alternativa? Avevo bisogno di qualcosa che potesse essere adatto alla spedizione anche di oggetti grandi o più ingombranti come ad esempio i quadernoni o le stesse agende giornaliere. Ho fatto dunque un ragionamento che ora ti spiego, per giungere poi alla soluzione che sto utilizzando ancora oggi.

Partendo dal presupposto che volevo limitare il più possibile la plastica e gli sprechi inutili, e considerando che potevo reperire queste buste riciclabili solo presso quel negozio ma che venivano vendute in confezioni da 10 pezzi, imballati a loro volta dalla plastica, ho pensato che in fin dei conti la scelta sarebbe stata solo parzialmente attenta all’ambiente. Le buste erano riciclabili sì (anche se in fin dei conti mi chiedo in che senso), ma avendo bisogno di almeno un centinaio di buste in totale avrei comunque messo in giro un bel po’ di plastica scegliendo questa opzione. L’alternativa era dunque tornare alle buste imbottite standard (quelle gialle) ma ho scelto di acquistarle in pacchi da 50 o 100 pezzi in base alle dimensioni, che ho ricevuto a casa direttamente all’interno di scatoloni di cartone, senza ulteriori imballaggi in plastica. Di conseguenza le buste attualmente non sono esattamente “amiche dell’ambiente” al 100% ma con un attimo di attenzione è possibile separare le parti in carta e plastica che le compongono oppure eventualmente riutilizzarle. Per il momento ho lasciato da parte le buste in cartone rigido anche se spero di trovare un’alternativa ancor più green per i prossimi mesi, mentre per articoli voluminosi o che non rientrano nelle buste in mio possesso ho una scorta di scatole di cartone di varie dimensioni (anch’esse per la gran parte recuperate da vecchi ordini).

• Varie ed eventuali

Nella gestione ordinaria del lavoro invece sto ancora cercando delle soluzioni per essere maggiormente sostenibile nei confronti dell’ambiente. Per adesso ho acquistato un pack “ufficio” di risme di carta riciclata, mi son trattenuta dall’acquisto compulsivo di ulteriori post it di ogni forma e dimensione (ne ho già tantissimi e mi bastano) e con l’iPad riesco a digitalizzare anche la fase della produzione di bozze senza “sprecare” troppa carta.

Per il resto continuerò a cercare alternative, anche nello sviluppo e produzione delle novità per i prossimi mesi.

Per ora queste sono i miei piccoli “gesti d’amore” per l’ambiente ma visto che sono sempre in cammino ogni suggerimento è davvero ben accetto! La sezione commenti del blog è sempre poco utilizzata ma in questo caso potrebbe essere davvero utile sfruttarla qualora avessi un consiglio che può risultare utile anche a chi leggerà in futuro.

Siamo alla conclusione di questo post e, come promesso all’inizio, ecco che ti chiedo una mano!

Basandomi sull’esperienza del riutilizzo del pluriball ho pensato che magari anche tu puoi avere un po’ di scorte inutilizzate oppure hai fatto da poco un ordine online e hai un sacco di pluriball da buttar via.

Ecco, non lo fare! Puoi spedirmelo!

In questo modo potrà essere ancora utile e avere nuova vita per imballare nuovi prodotti. Andrà bene il pluriball di qualsiasi fattezza o colore, basta che abbia almeno le dimensioni di un foglio A4. Se vorrai inviarmelo ti ringrazierò offrendoti uno sconto del 10% su uno dei miei servizi o direttamente sullo shop. Ti chiedo di scrivermi un’email eventualmente, così ti posso dare tutti i dettagli.

Spero che questo post sia stato utile e che questa piccola iniziativa possa piacerti.

Ogni piccolo gesto di salvaguardia nei confronti dell’ambiente oggigiorno è importantissimo. È difficile ripulire il pianeta ma evitare gli sprechi quello sì: goccia dopo goccia si formano gli oceani! 😉

Laura