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Ieri mi son presa un pomeriggio libero, evento raro. Ho spento il pc e mi sono concessa alcune ore fuori casa col bel sole che in questi giorni riscalda Milano e la rende ancor più bella (sì, se vi siete persi il momento in cui sono passata dall’odio profondo all’amore incondizionato verso Milano, ora ne siete al corrente).
In realtà all’aperto ci son stata poco, giusto il tempo di aspettare il tram e raggiungere a piedi la mia destinazione, piccoli momenti che mi hanno fatto assaporare la primavera (ti prego arriva presto!) e mi hanno decisamente sollevato l’umore.
La prima tappa del pomeriggio è stata l’Università Bicocca, dove per due ore piene ho seguito a bocca aperta l’intervento tenuto da Marco Montemagno (se ancora non lo conosci clicca qui) sul tema “Come diventare imprenditore di te stesso grazie al digital”. Evento davvero interessante da cui ho tratto molti spunti per impostare meglio la comunicazione per il mio lavoro. Magari ve ne parlerò meglio in un post o un video a parte, nel frattempo se volete vedere la registrazione della conferenza potete trovarla cliccando qui.

Marco Montemagno - Bicocca

Oggi infatti non voglio parlarvi di questo, ma di ciò che ho fatto dopo, ovvero visitare la mostra Artisti e capolavori dell’illustrazione – 50 Illustrators Exhibitions 1967-2016”. La mostra era stata presentata nel 2016 alla Fiera del Libro per Ragazzi di Bologna in occasione dei 50 anni della famosa Mostra Illustratori (che sogno!). Adesso è possibile ripercorrerla presso il Laboratorio Formentini, nel cuore di Brera, fino al 1 Marzo, dal lunedì al venerdì dalle 14 alle 19.
Ho perso l’inaugurazione dell’8 Febbraio, insieme alla presentazione di Philip Giordano e del suo nuovo album “Le pingouin qui avait froid” (Il pinguino che aveva freddo) – mannaggia – ma non potevo comunque non visitare la mostra e dunque ieri ho colto l’occasione.

Artisti e capolavori dell'illustrazione

Sono arrivata molto carica di fiducia in me stessa dopo la conferenza di Montemagno ma anche molto curiosa e pronta a perdere un po’ di quella fiducia nel confrontarmi con i “mostri sacri” dell’illustrazione. Per sbaglio, ma poi mi son resa conto di aver fatto la scelta giusta, ho seguito il percorso della mostra al contrario, non in ordine cronologico dal 1967 a oggi, ma viceversa.
Questo mi ha permesso di tornare indietro nel tempo, partire dal momento presente, riconoscerne tecniche e stili molto comuni al giorno d’oggi per arrivare a chi la storia dell’illustrazione l’ha fatta a forza di pennellate e tratti semplici.

Artisti e capolavori dell'illustrazione

Al centro della mostra una sezione tutta dedicata proprio a Philip Giordano, artista italiano che vive in Giappone, che nel 2009 ha vinto il Premio Internazionale di Illustrazione durante il Bologna Children Book Fair. Le illustrazioni di Philip creano mondi magici, tra le atmosfere misteriose delle ambientazioni, i colori sempre vividi e gli occhioni tondi dei suoi personaggi. Se non lo conoscete vi consiglio di rimediare.

Artisti e capolavori dell'illustrazione

Non tutte le 50 tavole esposte mi hanno colpito allo stesso modo, alcune ho faticato a capirle, sinceramente, ma è giusto così. Alcune invece mi hanno proprio rapita e voglio parlarvi di loro, brevemente e in religioso rispetto. Sono un piccolo estratto della mostra che vi consiglio vivamente di visitare se siete a Milano e dintorni, diversamente potete rimediare col libro catalogo in cui troverete non solo le tavole esposte ma anche altre illustrazioni dagli album da cui sono estratte.
Per me è stato un momento di confronto, crescita, studio, stupore e consapevolezza. Non si finisce mai di imparare e sono felice di aver aggiunto un piccolo tassello alla mia crescita, personale e professionale, anche grazie a questa mostra. Ma ora bando alle ciance, lasciamo parlare le immagini.

Suzy Lee – Wave (2008)

Suzy Lee - Wave

Pennellate azzurre e tratti a carboncino per raccontare, senza parole, l’incontro tra la bambina, l’onda e una paura da superare. Qui il booktrailer.

Svjetlan Junakovic – Gran libro de los retratos de animales (2006)

Svjetlan Junakovic - Gran libro de los retratos de animales

Il Duca di Urbino riveduto e corretto, geniale. Andate a cercare anche le altre tavole, dalla “Dama con ermellino” di Leonardo che diventa “Ermellino con Ermellino”, alla “Morte di Marat” di David in versione pollo. Sicuramente per gli amanti della storia dell’arte è qualcosa di super, io lo adoro.

Eric Battut – Rotkäppchen – Cappuccetto rosso (1998)

Eric Battut – Rotkäppchen - Cappuccetto rosso

Questa forse è l’immagine che più mi ha rapito. Effettivamente può sembrare un “nulla di che” a prima vista, invece l’ho trovato geniale. Gli abiti di Cappuccetto Rosso ai piedi del letto, in fondo un lupo a dir poco soddisfatto ma nel frattempo ti chiedi: la bambina dov’è? È stata mangiata, o peggio, che le ha fatto il lupo? Perchè i suoi vestiti sono rimasti là? Rosso e giallo ovunque, nero tutto intorno. L’immagine parla e racconta molto più di una in cui il lupo è ritratto nell’atto di mangiare, o peggio, la povera Cappuccetto Rosso.

J. Otto Seibold – Mr. Lunch takes a plane ride (1993)

J. Otto Seibold – Mr. Lunch takes a plane ride

In una sola immagine tutto il trambusto, il traffico, la velocità, i rumori e gli odori di un aeroporto. Mi piace tantissimo lo stile di Seibold e alcuni dei suoi albi (tra i quali anche questo da cui è tratta la tavola) hanno un già un posticino nella mia piccola collezione.

Jean Claverie – Little Lou (1990)

Jean Claverie – Little Lou

Ritrovarsi catapultati in un Jazz club di New Orleans, sentire le note del pianoforte e rimanere incantati come il bambino nel seguire i movimenti veloci e precisi delle mani del pianista. Poetico.
Ho appena trovato e fatta mia una prima edizione di questo album e non vedo l’ora di aggiungere anche questo alla collezione.

Štěpán Zavřel – Venedig Morgen – Acqua alta a Venezia (1974)

Štěpán Zavřel – Venedig Morgen – Acqua alta a Venezia

E qui amore puro. Non solo per questa tavola ma per tutta l’opera di Zavřel che è un sogno ad occhi aperti, andate a cercarla. Ho già fatto un appello per ricevere la prima edizione di questo album per il mio prossimo compleanno, se anche voi siete interessati c’è su Amazon (anche se in realtà quello in vendita è del 1975). Ad ogni modo qualche suo capolavoro prima o poi finirà sempre nella mia ormai famosa collezione (che a oggi è molto scarna ma sono dettagli).

Bruno Munari – Nella nebbia di Milano (1968)

 

Bruno Munari – Nella nebbia di Milano

Su Munari non dico nulla, non sono nessuno per farlo. Giù il cappello insomma. La tavola esposta tratta da “Nella nebbia di Milano” rende, ma non a pieno purtroppo, l’effetto che invece trasmette l’album vero e proprio, con le immagini riprodotte su diversi tipi di carta lucida che una volta sovrapposte creano l’effetto della nebbia in città. Idea geniale, ma dopotutto stiamo parlando di Munari.

Iela Mari – Il palloncino rosso (1967)

Iela Mari – Il palloncino rosso

Due linee aperte, due chiuse. La tensione di un momento in un palloncino che – la domanda sorge spontanea – “Starà per scoppiare?”. Un esempio stupendo di come si possa raccontare tanto senza troppi fronzoli, senza appesantire le scene, senza dettagli inutili. Bastano due linee aperte e due chiuse. Ottima lezione, ne farò tesoro.

Carlo Tullio Altan – Pimpa

Carlo Tullio Altan – Pimpa

Menzione speciale per lei, che ha accompagnato la mia infanzia e quella di tanti altri bambini (ora meno bambini) e ancora oggi continua a farlo. Perché di quella cagnetta a pois ci siamo innamorati tutti, piccoli e grandi. È stato bello ritrovarla nella mostra.

Dopotutto, come dice Květa Pacovská

“A picturebook is the first art gallery a child visits” – “Un libro illustrato è la prima galleria d’arte che un bambino può visitare”

E quando la galleria parla proprio di libri illustrati è impossibile non guardare con gli occhi di un bambino, ritrovare lo stesso stupore e la curiosità dell’infanzia, che poi è l’atteggiamento che – chi illustra – dovrebbe avere sempre.

Artisti e capolavori dell'illustrazione

Spero che questo mini giro con me alla mostra “Artisti e capolavori dell’illustrazione” vi abbia ispirato e incuriosito, e ancora una volta vi rinnovo l’invito a visitarla, se siete nei paraggi. Non ve ne pentirete!

A presto!

LaughLau