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A ormai tre giorni dall’inizio Bologna Children’s Book Fair 2019, l’appuntamento più importante al mondo per quanto riguarda l’editoria per l’infanzia, mentre ancora mi destreggio tra l’impaginazione del portfolio e la chiusura di alcune tavole per un nuovo progetto, faccio un salto indietro nel tempo ripensando a un anno fa, quando per la prima volta partecipavo a questo evento e cercavo online i più disparati consigli per vivere al meglio l’esperienza e trarne il più possibile vantaggio per la propria crescita professionale.

Questo sarà il secondo anno per me e dunque non ho tantissima esperienza in merito, ma ripensando alla BCBF vissuta l’anno scorso ho stilato una piccola lista di consigli utili (soprattutto per me, per non dimenticare nulla in questa frenesia pre-partenza per Bologna).

Voglio dunque condividerli in questo post, che spero sia utile sia per chi si prepara ad andare in fiera per la prima volta, sia per chi magari è stato alla BCBF varie volte da visitatore ma quest’anno ha deciso di mettere da parte la paura del “Grazie ma non siamo interessati a questo genere di lavoro al momento” e andrà a Bologna con la speranza e l’obiettivo di portare il proprio lavoro a un “livello in più”.

Ecco quindi i consigli di sopravvivenza last minute per la Bologna Children’s Book Fair da parte di una (ancora) novellina per altri novellini e non solo.

1) Parti con un obiettivo

La BCBF è a tutti gli effetti una fiera per addetti ai lavori. Gli editori negli stand sono là per presentare le novità del loro catalogo, incontrare agenti, fare appuntamenti..

Tu dunque puoi partecipare alla BCBF in vari modi: andarci come semplice appassionato o aspirante illustratore oppure andarci come fosse un gigantesco e interminabile colloquio di lavoro. È una differenza sostanziale che cambia tutto nell’esperienza della fiera. L’anno scorso son partita “sul piede di guerra”, sapevo che volevo tornare a casa con qualcosa in mano o almeno con una prospettiva di lavoro possibile in più, anche quest’anno per me sarà così. Non è un male andare da visitatore se non ti senti ancora pronto per buttarti nel mercato editoriale, l’importante è aver chiaro perché ci vai e cosa vuoi “portare con te” quando la fiera sarà finita, se una serie di nuove ispirazioni e spunti o una serie di contatti e biglietti da visita di Art Director da ricontattare.

2) Gnose te ipsum

Se vai a Bologna con l’intento di far conoscere il tuo lavoro a chi di dovere, devi prima avere consapevolezza di te, di ciò che fai e di cosa sei in grado di fare. Sii sicuro del tipo di illustrazioni che fai, affina lo stile e capisci a chi proporre i tuoi lavori tra le centinaia di editori presenti. Non ha senso sparare al mare magnum, vai dritto al punto, guadagnerai in termini di autostima, non perdi tempo e al 90% otterrai un contatto utile.

Che sia cartaceo o digitale crea un portfolio coerente soprattutto ben scandito: alterna tavole singole a tavole in serie in modo che gli editori possano vedere come ti districhi nello sviluppo di una storia, inserisci immagini “spot” (isolate su sfondo bianco) cercando di differenziare il più possibile pose, etnie, espressioni, sia che si tratti di personaggi umani o animali. Se proprio hai più stili (ad esempio fai sia acquerello sia vettoriale) fai portfoli diversi e proponiti a editori diversi in base al loro catalogo.

 3) Prepara tutto l’occorrente

Stampa dei bei biglietti da visita (sei ancora in tempo, corri in tipografia, sbrigati!), armati di poster da appiccicare al muro degli illustratori e lascia in giro biglietti e cartoline, soprattutto se stai per andare via ma hai ancora un bel mazzetto nello zaino. A me l’anno scorso sembrava uno spreco, in realtà ci sono tanti editori o agenti che fanno scouting in questo modo e possono essere dei soldi davvero ben investiti: se hai lavori interessanti, anche fra mille, puoi essere notato! Sul portfolio ho dato già qualche indicazione nel punto precedente, scegli le illustrazioni più belle ma soprattutto più forti, in base allo stile che hai, ovviamente coerenti col materiale che stai usando per promuoverti. Non mettere cose diverse tutte insieme giusto per far vedere che sai fare questo e quello. Agli editori sembrerà che tu sia ancora troppo acerbo e che debba ancora lavorare al punto 2 di questa lista.

4) Calendarizza (se puoi)

Tutti suggeriscono sempre di contattare gli editori per richiedere un appuntamento in fiera con loro già a partire da gennaio-febbraio. Per quanto mi riguarda sia l’anno scorso che questo non ho preso nessun appuntamento prima (applausi). Non per male, ma proprio mi dimentico. Dunque per il secondo anno di fila non ho appuntamenti ma, come l’anno scorso, parto dagli appuntamenti organizzati dall’Associazione Autori d’immagini per cui ci si può già prenotare tramite la loro pagina, o le portfolio review proposte nello stand del MiMaster. Per queste sarà necessario invece fare una corsa all’apertura dei tornelli, giorno per giorno, e mettersi in fila nella speranza che ci siano ancora posti disponibili per le review che interessano. Io tendo a evitare le review con altri illustratori per preferire quelli con Art Director che, in caso trovino interessanti le tue tavole, potrebbero prenderti in considerazione per lavori in futuro.

 5) ..ma improvvisa pure!

La fiera è piena di stand di editori da tutto il mondo, ci sono i più noti ma anche tanti che non conoscevi che guarda caso, hanno un catalogo in cui i tuoi disegni rientrano alla grande. Sebbene tu non abbia preso appuntamenti prima, prova comunque a presentati. Sii professionale, dimostra di sapere ciò che fai e chiedi cortesemente se sono interessati a visionare il tuo portfolio o se puoi prendere un appuntamento. Se sono liberi guarderanno i tuoi lavori direttamente sul momento oppure ti diranno di ripassare. Lascia per sicurezza un tuo biglietto o del materiale. Non aver paura di fare la stessa richiesta anche a editori grossi con cui pensi non riuscirai mai a lavorare perchè fanno parte dell’olimpo dell’editoria mondiale per l’infanzia. Io l’ho fatto l’anno scorso e ho ottenuto un appuntamento che mai avrei immaginato, che è persino andato oltre le mie aspettative. Spero di avere la stessa chance anche quest’anno!

6) Sorriso smagliante e un buon deodorante

Questo consiglio è meno tecnico/motivazionale ma è la base della buona riuscita di un appuntamento con un editore (oltre che nella vita reale 😂). Oltre a cartoline e biglietti da visita tieni nello zaino anche una pochette con spazzolino e dentifricio, insieme a un pacco di salviette e un deodorante per le emergenze. Io l’anno scorso avevo appresso anche una maglietta di ricambio onde evitare sudate o macchie improvvise, decisamente poco professionali. Non ne ho mai avuto bisogno per fortuna ma anche quest’anno avrò la pochette delle emergenze a disposizione per sentirmi più sicura. L’occhio vuole la sua parte in fiera per quanto riguarda i portfoli ma anche per come ti presenti a un potenziale cliente, e oltre all’occhio anche il naso vuole decisamente la sua parte!

7. Da soli, ma in rete 

Parto sempre da sola per non “perdermi in chiacchiere”, so che può sembrare un discorso egoistico ma andando alla BCBF per lavorare, non per farmi una vacanza, mi viene spontaneo organizzarmi da sola sia per quanto riguarda gli spostamenti, per l’alloggio e l’organizzazione delle giornate. Ad ogni modo però la fiera è un’occasione davvero ghiotta per fare rete. Sia tra i padiglioni che fuori, a stand ormai chiusi, ci sono tante opportunità per incontrare nuovi colleghi o rivedere dopo tanto tempo, o addirittura per la prima volta, illustratori conosciuti online. Per me è stato così l’anno scorso e anche quest’anno finalmente incontrerò “amiche virtuali”, illustratrici con cui mi confronto da tanto su Instagram e che vedrò per la prima volta di persona proprio in fiera. Anche quest’anno poi approfitto della cena degli illustratori organizzata da Autori di Immagini, in cui l’anno scorso ho conosciuto illustratori da ogni parte del mondo e con cui è stato bello condividere non solo la tavola ma anche i pennarelli a fine serata. Se non sbaglio c’è ancora qualche posto per partecipare (è martedì 2). Altra occasione per fare rete sono le file per le portfolio review o i pranzi condivisi. Mangiare un panino insieme può essere un buon modo per conoscere nuovi colleghi, scambiare opinioni, idee e magari venire a conoscenza che a quel determinato stand faranno una review nel pomeriggio o magari regalano gadget (w i gadget della BCBF!)

8) Fai tesoro delle critiche..

Dopo averti dato i miei consigli per prepararti al meglio, arriviamo al momento clou: le portfolio review! Se selezioni accuratamente gli stand a cui mostrare i tuoi lavori (seguendo il punto 2), non dovresti ricevere grosse batoste, al massimo un “In questo momento cerchiamo qualcos’altro ma grazie comunque”. Sfatiamo il mito degli editori brutti e cattivi che sputano fiamme sui piccoli illustratori impauriti. Ricordo bene che l’anno scorso, nei casi in cui il mio portfolio non fosse risultato interessante, ci tenevano a specificare che non era un discorso sulla qualità dei disegni, anzi, solo non erano quelli adatti a loro. Ovviamente questo dipende da cosa inserisci nel tuo portfolio, dall’esperienza finora maturata e una serie di altri fattori. Ci saranno magari casi in cui un certo disegno a cui tieni tanto possa essere “demolito” da un Art Director che ha una visione diversa. Non prenderla sul personale ma capisci cosa trarre da quella critica, ricorda che per quanto possa essere autorevole quell’AD si tratta sempre di un suo parere personale e non di una verità assoluta.

 9) ..Ma capisci anche se quelle critiche fanno davvero per te

E proprio ricollegandomi all’ultima frase, un episodio simpatico che mi è capitato proprio l’anno scorso. Avevo appena concluso una review un po’ deludente con un’Art Director che mi disse chiaramente, relativamente a un’illustrazione che avevo in portfolio “Basta con questo genere di immagini” (della serie, se ne sono già viste in giro di questo tipo). Non c’ero rimasta male in realtà, era l’ultimo giorno in fiera e di lì a poco avrei avuto quell’appuntamento inaspettato di cui parlavo al punto 5 e dunque ero mentalmente proiettata a quel momento. Quella critica però mi stava facendo riflettere e dire “ok magari in effetti dovrei pensare a un altro genere di immagine per il futuro”, in quel momento però, mentre aspettavo che si facessero le 14.30 per il mio appuntamento, ho notato che erano aperte le review in un altro stand che fino a quel momento non mi aveva ricevuto. Mi metto in fila, mostro i miei lavori all’Art Director di questo nuovo stand e, guarda caso, si sofferma proprio sull’immagine appena bocciata dall’altra AD. “Questa illustrazione mi piace davvero tanto, la vedrei davvero bene per un certo tipo di progetto che bla bla bla….”. Insomma, lo stesso disegno demolito un attimo prima era diventato bellissimo e potenzialmente adatto per un altro editore. Insomma, tutto questo per dirti di non rimanerci male per le critiche, per uno che non apprezza ci sarà sicuramente un altro che troverà il tuo lavoro interessante. Si tratta solo di non lasciarsi abbattere da una critica, trarne il positivo, interrogarsi sui suggerimenti ricevuti, ma non perdere la fiducia nei tuoi disegni. Tutto serve per migliorare e la BCBF è di sicuro un’ottima palestra intensiva per crescere tanto, sotto tanti punti di vista.

10) Esplora, sii curioso ma soprattutto divertiti 

La Bologna Children’s Book Fair non è solo review e appuntamenti ma soprattutto un concentrato di bellezza, illustrazioni di ogni genere provenienti da ogni parte del mondo, libri freschi di stampa da sfogliare, nuove ispirazioni da cogliere in ogni angolo, eventi interessanti da seguire, possibilità di crescere e formarsi con incontri e approfondimenti su varie tematiche. Spulcia il programma per scoprire se c’è una conferenza che non vuoi perdere, segui le premiazioni dei vari concorsi internazionali, visita la mostra degli illustratori selezionati, raccogli i biglietti da visita dei colleghi che più ti piacciono al muro e divertiti. La fiera è un’esperienza bellissima e al ricordo dell’anno scorso mi gaso tantissimo. Per quanto sia arrivata a questo periodo davvero stanca e provata dopo un anno intenso posso dire che non vedo l’ora che sia lunedì e di rituffarmi nuovamente in quell’atmosfera che solo la BCBF può trasmettere!

Spero che questi consigli last minute possano esserti utili per vivere al meglio l’esperienza! Io sarò in fiera da lunedì a mercoledì, se ci incontriamo tra uno stand e l’altro salutiamoci, mi farà tanto piacere! 

Laura